Un’arte non adatta a gente ignorante e inesperta (Vitr. VI praef. 6)

di M. FITZPATRICK NICHOLS, Author and Audience in Vitruvius’ De Architectura, Cambridge 2017, pp. 80-81 [trad. it. personale].

Quando, nella prefazione al libro VI, Vitruvio tesse le lodi di quei patres familiarum che hanno portato avanti i loro progetti architettonici per conto proprio, il tono utilizzato è pungente e sarcastico. Vale la pena citare integralmente il passo:

 

Cum autem animadverto ab indoctis et inperitis tantae disciplinae magnitudinem iactari et ab is, qui non modo architecturae sed omnino ne fabricae quidem notitiam habent, non possum non laudare patres familiarum eos, qui litteraturae fiducia confirmati per se aedificantes ita iudicant: si inperitis sit committendum, ipsos potius digniores esse ad suam voluntatem quam ad alienam pecuniae consumere summam. itaque nemo artem ullam aliam conatur domi facere, uti sutrinam, fullonicam aut ex ceteris, quae sunt faciliores, nisi architecturam, ideo quod, qui profitentur, non arte vera sed falso nominantur architecti. quas ob res corpus architecturae rationesque eius putavi diligentissime conscribendas, opinans munus omnibus gentibus non ingratum futurum.

 

Ma quando mi accorgo che un’arte così importante diviene motivo di vanto e di millanteria per gente ignorante e inesperta, che non solo è priva di qualsiasi cognizione di architettura, ma che non conosce neppure i rudimenti del mestiere di muratore, non posso fare a meno di approvare quei padri di famiglia che, pienamente fiduciosi nella funzione della cultura, anziché commissionare l’esecuzione di un lavoro a gente poco affidabile, costruiscono da sé, ritenendo preferibile e più dignitoso per loro stessi spendere delle somme di denaro in base a una propria scelta più che alle decisioni di un altro. E mentre nessuno pensa di praticare in casa propria alcun altro mestiere, come se gestisse una calzoleria, una tintoria o se svolgesse qualche altra mansione anche più semplice, ciò invece avviene per l’architettura, per il semplice fatto che chi si professa architetto non lo è per vera arte, ma perché ne usurpa il titolo. Per questa ragione ho ritenuto di dover comporre con la massima cura questo trattato sull’architettura e sulle sue leggi, pensando di rendere un servizio utile a tutti.

Domenico di Michelino, Allegoria dell’Architettura. Tempera su tavola, 1440-1491 c. Milano, Collezione privata.

La lode accordata a questi patres familiarum è un vero e proprio atto di riconoscimento, che pone l’accento sulla differenza fra le loro conoscenze in materia e la preparazione che deve avere l’architetto ideale; ciò è senz’altro molto più accettabile rispetto all’abisso intellettuale che divide gli architetti indocti et inperiti da quelli veri e propri. In altre parole, Vitruvio vuole dire di avere molto più in comune con il proprietario di una casa, che legge il suo trattato, di quanto ne abbiano entrambi con il primo che passa per strada.

Ricostruzione del Tempio di Marte Ultore nel Foro di Augusto, a Roma.

Pur accennando a istituire una sorta di rapporto alla pari fra se stesso e il pater familias, tuttavia non lo realizza fino in fondo, e questa sembra effettivamente una strategia argomentativa adottata in modo molto coerente in tutto il trattato. D’altra parte, anche se Vitruvio, fin dal libro I, costruisce il curriculum ideale del perfetto architetto sul modello dell’oratore ciceroniano, egli mantiene una netta distinzione tra le due professioni: i futuri architetti dovranno ricevere una formazione avanzata nelle scienze e nell’ingegneria, ma non nell’arte oratoria. Inoltre, Vitruvio non sostiene (perlomeno, apertamente) l’inclusione della materia accademica dell’architettura nel curriculum dell’aristocrazia.

Stenditura dei panni. Affresco pompeiano, dalla Fullonica di Veranio Ipseo. Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Ciò è sorprendente, considerato come Vitruvio abbia faticosamente promosso lo status dell’architectura come un’arte altamente complessa e dotta, il che la distanzierebbe dai mestieri più umili, come la gestione di una fullonica (tintoria) o di una sutrina (calzoleria). Affermare che attività simili siano faciliores rispetto all’arte dell’architectura, come si legge nel trattato, è un eufemismo. Sebbene sia da intendere come una frecciatina agli architetti poco qualificati, il paragone tra qualsiasi architetto e un tintore o un calzolaio è potenzialmente azzardato, data la prossimità dell’architectura a tali occupazioni, secondo l’opinione più diffusa nell’antichità. Cicerone, d’altro canto, affermava che l’architettura, come la medicina, fosse un’attività simile a quelle del danzatore o del cuoco, per il piacere che poteva derivarne, sebbene fosse ben più rispettabile (naturalmente per uomini di una certa estrazione) e più vantaggiosa per la società (off. I 151). Sollevando il problema del rapporto fra l’architettura e i mestieri “meccanici”, Vitruvio affronta frontalmente la condizione liminale della sua disciplina e lo liquida come un malinteso causato dalla presenza di veri e propri ciarlatani.

La promozione che Vitruvio fa del suo trattato, presentandolo come un munus non ingratum per omnes gentes, è una delle affermazioni più famose del De architectura. Eppure, ciò che spesso viene trascurato dalla critica è che il mondo in cui il De architectura vuole essere un siffatto munus è, in realtà, un mondo imperfetto, dove dei sedicenti architetti, ignoranti e inesperti, lo attraversano in lungo e in largo. Se si potesse estirpare il problema dei ciarlatani dell’architettura, non ci sarebbe più la necessità per i profani di gestire per conto proprio i progetti di costruzione. Il plauso accordato da Vitruvio al “fai-da-te” nella sesta prefazione vuole essere un’ironica staffilata rivolta agli architetti inadatti, che infangano la reputazione della professione.

Annotazioni e osservazioni dei lettori

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.